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TAROCCHI DI MARSIGLIA, SIMBOLOGIA E JUNG

Un simbolo di spensieratezza

LEGGEREZZA

particolare di soffione 

 

Siamo circondati da immagini e tutte potrebbero rappresentare un simbolo per noi. 

Prendiamo la fotografia di un soggetto caro a molti, il soffione, o meglio, l'infruttescenza del tarassaco. Esso è associato alla spensieratezza infantile. Il suo potere è quello di farti sorridere senza motivo? Ciascuno di noi coglie nel simbolo sensazioni o ricordi personali.

 

È questa una semplificazione di quanto i simboli rappresentati da fotografie o altre immagini  possano suscitare in noi. I simboli sono rivelazioni. Fanno apparire i contenuti dell'inconscio in una forma visibile.

 

Chi approfondì il potere dei simboli, attribuendo loro valore alchemico, fu Carl Gustav Jung, uno dei più influenti pensatori della psicologia, psicoanalisi e filosofia del XX secolo.

 

Mentre l'intelletto usa la logica, l'anima si esprime per immagini. Per Jung, sminuire i simboli  significa inaridire la psiche, perché il simbolo è un ponte  tra ciò che sappiamo di noi stessi e il mistero insondabile che portiamo dentro.


 

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I Tarocchi i Marsiglia secondo Carl Gustav Jung non servono per prevedere il futuro, ma per conoscere la nostra natura 

e come questa si esprime nei vari momenti del viaggio della nostra vita. 
Una volta che si inizia a dialogare osservando le immagini simboliche dei 22 arcani maggiori, 

si attiva un percorso che inizia a prendere forma concreta, per poi guidarci con maggiore chiarezza verso ciò a cui aspiriamo.

Prenditi del tempo per rallentare, inizia il tuo percorso…

 

 

 

Jung e i Tarocchi di Marsiglia

In occasione di un seminario tenuto a Zurigo nel 1933, C.G. Jung  spiegò i Tarocchi come un insieme di immagini archetipiche, corrispondenti a situazioni che si possono incontrare nella vita comune e che si combinano tra loro in ogni sorta di modi, proprio come le diverse componenti della nostra psiche. 

Spiegò ai suoi studenti che queste carte erano utili perché fanno apparire i contenuti dell'inconscio in una forma visibile.

In particolare Jung vide negli antichi Tarocchi di Marsiglia uno strumento di indagine psicologica. 

 

Perché proprio i Tarocchi di Marsiglia?

Secondo Jung la forza di questo mazzo risiedeva nella sua essenzialità e antichità, le immagini, inoltre, parlano attraverso simboli delle tre religioni monoteiste.

A differenza dei mazzi più recenti (come il Rider-Waite del 1909), i Tarocchi di Marsiglia, di origine medievale, conservano una purezza simbolica, non contaminata da interpretazioni esoteriche. Infatti Jung cercava immagini che meglio rappresentassero gli archetipi grezzi dell'inconscio collettivo.

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Jung e gli archetipi, ispirazione dei Tarocchi

GLI ARCHETIPI DI JUNG IN BREVE

Jung individuò quattro archetipi che stanno alla radice della natura umana. Cosa intende per archetipi? Sono immagini primordiali (da arché, in greco antico = origine), sono modelli universali nell'inconscio di ogni essere umano, quello che Jung chiama inconscio collettivo.

Per semplificare: specchiandoci nei 4 archetipi possiamo arrivare alla conoscenza di noi stessi. 

Il conosci te stesso di Socrate è sempre alla base di tutto il percorso di crescita interiore.

 

Gli archetipi sono riferimenti utili a comprendere le nostre radici psichiche. Essi contengono significati molto estesi. 
Jung trova nei 22 arcani degli antichi Tarocchi di Marsiglia la via per approfondire più specificatamente la conoscenza di noi stessi. 

 

Sia chiaro, i Tarocchi i Marsiglia per Jung non servono per prevedere il futuro, ma per conoscere la nostra natura e come questa si esprime nei vari momenti del viaggio della nostra vita. 
I Tarocchi ‘fotografano’ il presente psicologico attraverso la sincronicità, che lega un evento interno (pensiero o emozione) all'estrazione di una carta e di ciò che essa rappresenta.
 

Così Oti intende e interpreta gli antichi Tarocchi di Marsiglia.

 

 

 

 

Dai 4 Archetipi ai 22 Arcani 

VIAGGIO 

inizio del cammino nel bosco

 

Jung vede i 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi non come strumenti divinatori, ma come una sorta di catalogo di immagini simboliche. 
In questa approccio, i Tarocchi sono una mappa visiva del viaggio psicologico per capire e diventare chi siamo realmente. 

 

Questo viaggio inizia con Le Mat, simbolo dell'infanzia, dell'innocenza e della meraviglia. Come nella vita il cammino non è lineare, non procede dallo zero al 21, ma le situazioni (e le carte pescate) si presentano ogni volta diverse.

 

Non c'è nulla di magico nella lettura dei Tarocchi visti da Jung, o meglio, la magia è nella nostra mente.

 

Jung ha raggruppato i 22 Arcani abbinandoli ai suoi 4 archetipi di base, considerandoli come loro proiezione *.

 

Quindi gli arcani non rappresentano dei personaggi: mentre i 4 Archetipi sono le strutture fisse della nostra psiche, i 22 Arcani descrivono le tappe dinamiche.

 

Oti nell'interpretare i Tarocchi, segue l'intuizione junghiana, la scuola di Marsiglia e il pensiero di Alejandro Jodorowsky. Tale interpretazione può essere di aiuto durante il Counseling.

 

*Estratti dei seminari da lui tenuti a Zurigo e raccolti in: Jung, C. G. Visions: Notes of the Seminar Given in 1930–1934. Edited by Claire Douglas. Princeton, NJ: Princeton University Press

 

 

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GLI ARCANI DEI TAROCCHI:

SINTESI DI CIÒ CHE SIMBOLEGGIANO

I TAROCCHI PER ROMPERE IL GHIACCIO

Immaginazione attiva

Il linguaggio per immagini

Può capitare che una persona sia scettica nel decidere se affidarsi a una seduta di Counseling o di Reiki.
Oppure, prima di iniziare a farsi seguire, magari sente il bisogno di focalizzare un obiettivo da raggiungere ma non ha ben chiaro cosa.

In questi casi un mediatore visivo (come sono i 22 Arcani maggiori dei Tarocchi) può dare una mano a rompere il ghiaccio.

 

Nel Counseling fare estrarre una carta dal mazzo dei Tarocchi di Marsiglia e soffermarsi sui significati che essa suscita, sposta l'attenzione dal devo spiegare al cosa vedo
Si crea spontaneamente un lavoro comune, dove counselor e cliente guardano l'immagine e ne parlano.


Una volta che si inizia a dialogare, l'immaginazione, con cui si approcciano le immagini simboliche, attiva un percorso che inizia a prendere forma concreta, per poi guidarci con maggiore chiarezza verso ciò a cui aspiriamo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se una carta non bastasse per trovare spunti, se qualcuno volesse approfondire attraverso il pescaggio di altre carte, Oti continuerà con metodo di lettura dei Tarocchi, usando le immagini per costruire un dialogo.

 

Si troveranno le domande opportune da affrontare, cercando le risposte in più combinazioni di arcani e in quello che insieme possono comunicare.

 

I 22 Arcani maggiori dei Tarocchi sono considerati ‘immagini alchemiche’.

Estraendoli a caso dal mazzo, creano una sorta di gioco di combinazioni simboliche, che riflettono la struttura mutevole della vita di ciascuno.
 

Quando una persona pesca una carta, spesso quella figura risuona perfettamente con il suo stato psicologico interno. Non è un caso, ma una connessione tra un evento esterno (la carta) e uno stato interno (l'archetipo attivo in quel momento).

 

L'inconscio non parla il linguaggio della logica (parole), comunica attraverso le immagini (o i sogni). 

Gli Arcani servono, possiamo dire, come da traduttori, che ci permettono di dialogare con le parti più profonde di noi stessi.

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